Si potrebbe parlare di circuizione di incapaci. Il circuitore: il Granzotto-Puffo. Gli incapaci (incolpevoli?): i lettori de “Il Giornale”. Il Granzotto si affida a Madre Natura, lui e i 650 scienziati in gran parte creazionisti, per dileggiare: chi ha consegnato il premio Nobel a Al Gore e Pachauri, gli stessi Al Gore e Pachauri, il concetto di Global warming, supportato da modelli che si sono rivelati molto accurati anche a breve termine, “la stampa internazionale (con rare eccezioni), le tivvù, i blogger, i Michel Moore, le stitiche star di Hollywood, i rincoglioniti da Facebook o altri «social network»”.
Due favori chiediamo al Granzotto delirante: 1) vada a vivere in un funghetto e si metta a cantare Madre Natura pensa sempre a noi invece di esercitare la sua crassa strafottenza 2) Scriva i suoi prossimi articoli su tre veli di morbidezza: ne faremo miglior uso
























January 11, 2009 at 1:19 pm |
Ciao… Sai che io sono parecchio scettico riguardo al riscaldamento globale, almeno per quanto riguarda le cause dello stesso.
Comunque l’articolo di Granzotto (si chiama cosi’?) l’ho scorso velocemente e l’ho trovato veramente inutile…
Ma c’e’ qualcuno che vuole trattare il problema in modo scientifico e quindi senza pregiudizii politico/social/religiosi?!?!?!
Boh…
January 11, 2009 at 1:21 pm |
Ma soprattutto… Cosa ti aspetti di leggere su “Il Giornale”?
January 11, 2009 at 2:06 pm |
Ma guarda che non so perche’ mi abbia preso quel momento masochista per mettermi a leggere il Giornale
Cmq hai centrato il problema del Granzotto: convinzione religiose/politiche/chiacchiere da bar lo spingono a credere a una parte invece che all’ altra, senza avere alcuna base/conoscenza scientifica. Il tipico giornalista blablabla
January 11, 2009 at 11:56 pm |
Al Gore very recently said that the northern polar ice cap will be completely gone in five years. To view the video, visit my site and click on the picture of Al Gore holding up five fingers.
http://www.hootervillegazette.com
It seems like a rather risky prediction on his part. In five years, if it doesn’t happen, he’ll either have to admit he was wrong or take credit for saving the planet. Hmmmmmmmm, I wonder which one he’ll do???
January 23, 2009 at 12:45 pm |
The commission studying from approx. 20 years the possible effects of global warming does not exist thanks to Al Gore. I don’t care about Al Gore shows. I care about the mathematical models made in the late 80s which could predict what happened in the early 2000s.
January 25, 2009 at 2:12 am |
Caro blogger dove hai letto che le previsioni di al gor esono vere, ho sentito i suoi discorsi ed ho letto il suo libro che è uguale a migliaia di altri libri scritti da sedicenti scienziati , e non capisco poi la fretta degli svedesi a consegnare il nobel con relativi soldi al mancato presidente degli stati uniti
September 11, 2009 at 12:34 pm |
Al Gore e’ la figura pubblica dietro cui ci sta ben altro. Al gore non ha preso il nobel: lo hanno preso al Gore e l’ IPCC. io non ho mai visto nessun talk di Al Gore. Sono stato a meeting dove IPCC ha mostrato DATI, ha mostrato previsioni per l’ anno 2000 che si sono avverate, e ha mostrato previsioni da qui al 2020 che potrebbero avverarsi. Per capire chi c’e’ dietro il Nobel con Al gore, consiglio questo link:
http://www.ipcc.ch/
io non penso Granzotto sapesse neppure cosa fosse l’ IPCC quando ha scritto quel vergognoso articolo
January 25, 2009 at 9:41 am |
Vediamo: ho assisitito a meetings dell’ IPCC e ho letto i loro reports ( http://www.ipcc.ch/ ). Ah si’, mi convincono di piu’ della Madre Natura del Granzotto perche’ basano le loro previsioni su dati, fisica e matematica. Non sulla strafottenza dell’ ignorante, come fa il Granzotto. Le previsioni che l’ IPCC ha fatto dagli anni ‘80 per i primi anni del 2000 si sono avverate. Non ho mai letto libri di Al Gore.
“sedicenti scienziati” … lei non parla come uno scienziato, lei parla come qualcuno che ce l’ ha a morte con loro.
January 25, 2009 at 9:42 am |
Ecco Vincenzo. qua trova la marea di DATI. A lei pensare che ci sia qualcosa di fondato o meno. Se poi vuole affidarsi a Madre Natura, abbia almeno la decenza di rispettare chi non la pensa come lei.
http://www.ipcc.ch/ipccreports/supporting-material.htm
February 12, 2009 at 10:59 pm |
Addirittura Franco Foresta Martin scrive notizie piu’ corettamente di Granzotto “Madre Natura pensa sempre a noi”. CHE SMACCO
February 15, 2009 at 6:11 pm |
Sono un lettore del “Giornale” e me ne vanto! Questi pseudo intellettuali, arroganti e maleducati che danno dell’ignorante ad un giornalista come Paolo Granzotto beh… comunque se costoro avessero un milionesimo della professionalità, dell’ironia, della cultura, della sagacia e dell’intelligenza del sig. Granzotto, sarebbero autorizzati ad uscire per strada petto in fuori e “tette” al vento.
September 9, 2009 at 10:11 pm |
il pensiero fondamentale è uno, non si può leggere Il Giornale dai.
September 19, 2009 at 5:20 pm
Sig. Maurizio, vuole sapere quale è il mio pensiero fondamentale: anche lei è proprio un bel sincero “democratico”!
February 15, 2009 at 6:38 pm |
Signor Enrico, qua non si critica l’ ironia di Granzotto, la quale fa sogghignare talvolta anche me. Ho i miei dubbi sulla professionalita’ e sulla cultura di Granzotto (non sull’intelligenza, anche se venduta al male .. ehehehe).
Essere ironici non autorizza a scrivere articoli arroganti e stupidi come quello che critico in questo post. Io spero lei si sia letto – nesi successivi link nei commenti sopra a quest’ultimo – del perche’ venga criticata la leggerezza del Granzotto nell’usare solo ironia e nessuna professionalita’ nel commentare dati scientifici.
Saluti (in quanto poi a “vantarsi” di leggere un qualunque giornale – si sa che fa piacere leggere le idee in cui si crede. Ogni lettore di un qualunque altro giornale ha i suoi sentimenti per gli articoli che legge).
February 15, 2009 at 7:12 pm |
Gentil Signor Lorenzo, forse Lei non legge Granzotto tutti i giorni, magari, forse, leggendolo cambierebbe idea. E poi tutti questi insulti gratuiti, solo perchè una persona è di diverso parere (addirittura, l’intelligenza VENDUTA al male, accidenti!) La saluto cordialmente.
February 15, 2009 at 7:44 pm |
In quanto alla scienza pro e contro, chi ha ragione e chi ha torto, ognuno di questi scienziati, hanno pacchi di dati, previsioni, libri ecc. in contrasto fra di loro… perciò lasciamo fare al tempo ed alla natura, loro, si che ci diranno chi ha veramente ragione. Un saluto a tutti!
February 15, 2009 at 7:48 pm |
Ma come insulti! La mia era ironia!!!
Gli insulti, parlando ora seriamente, al Granzotto sul suo pezzaccio sul global warming non sono gratuiti. A ognuno il suo. Granzotto puo’ far ridere su molte cose alcuni e altri no. Non e’ questo il punto.
Ripeto: l’arroganza nel parlare di concetti scientifici mostrata dal Granzotto e’ umiliante anche per il suo giornale che ama. E, infatti, “una cima” (ironia, eh?) come Foresta Martin e’ sufficiente a smontarlo.
Granzotto, come quasi tutti i giornalisti non scientifici, non sa quello scrive quando scrive di scienza. Si faccia quattro risate con i suoi amici, il Granzotto, se non vuole credere alle teorie che reputo io e moltissimi altri valide: liberissimo, ovviamente.
Farvi pero’ credere di aver ragione attraverso lo sfotto’ invece che attraverso che l’analisi di dati e’ dannoso. E lo sfotto’ gli e’ tornato giustamente contro.
February 15, 2009 at 7:51 pm |
Stia attento a darle cosi’ tanto spago: la Natura e’ matrigna.
February 16, 2009 at 2:02 pm |
Non è compito del giornalista non “scientifico” (si limita a rispondere alle domande dei lettori) dare spiegazioni sui perchè e sui per come, non ha la Bibbia sottomano, ma se permette, ha le sue idee e i propri dubbi (cosa che lei, i dubbi, dico, non ha, lei è sicuro, stop!)e dà risposte ai lettori, secondo le proprie opinioni. In quanto al “Riscaldamento globale”, beh, come me la spiega l’estate scorsa appena calda e l’inverno che ancora ci affligge: dicono, che passerà alla storia per i rigori polari che ci ha inflitto. Questi sono dati! In quanto alla “Natura matrigna”, ha perfettamente ragione, ed è quello che sostiene (guarda un pò) da anni Gianni Granzotto, la natura, scrive, è più nemica che amica dell’uomo, fa quello che vuole ed il più delle volte ci viene contro, (terremoti, tsunami, alluvioni, gelate, aridità e chi più ne ha più ne metta). Stia bene sig. Lorenzo, la saluto cordialmente.
P.s.: scusi, chi è Foresta Martin? Uno che non avrà dubbi, sicuramente, anche lui. Ah, una cosa, è vero che Al Gore, circa, un mese fa, doveva recarsi a Washington per una conferenza sul Global warming, ed è stato bloccato da una bufera di neve nell’aeroporto di Denver o di Detroit, non ricordo bene?
April 23, 2009 at 5:23 pm |
Mi scusi Enrico non avevo visto la sua risposta. Mi sono perso la sua spiegazione negazionista di “riscaldamento globale” per mezzo di bufere di neve su areporto di Denver , estate scorsa calda e inverno che ci affligge.
E’ proprio vero che gli ignoranti come lei e il Granzotto parlano di scienza perche’ aprono la bocca. Nulla di male se avete comunque le vostre opinioni, ma come vi permettete di criticare chi la scienza la fa senza avere alcuna cognizione di causa? Perche’ siete arroganti.
Tanti auguri e saluti cordiali
April 23, 2009 at 5:25 pm |
E Paolo Granzotto oltre ad essere Puffo e’ anche un Pinocchio, come sbugiardato per l’ennesimo volta da Travaglio e dallo stesso Montanelli.
Non mi crede, signor Enrico lettore del Giornale?
Ma si guardi questo video su youtube e senta la viva voce di Montanelli, allora!
(si deve sentire triste a leggere un giornale dove si scrivono balle quotidiane – risparmi i soldi!)
May 29, 2009 at 5:55 pm |
Mamma mia, cosa ho mai visto: Vittorio Feltri “sbugiardato” in diretta, prima, dal fenomenale Travaglio e poi nientemeno che da il grande Indro. Roba da non credere… ma queste cose le dice ha me, scusi, che leggo “Il Giornale” praticamente da quando nacque, e so benissimo cosa pensava Montanelli di Michele Santoro dei suoi “sanculotti” e delle sue inchieste, perciò non me la meni con queste storie, che lasciano il tempo che trovano!
In quanto alla scienza, ma a lei, il premio Nobel, quando lo daranno? Sono in trepida attesa.
August 21, 2009 at 11:59 am |
Chi parla di metodi “umani” per contrastare il “riscaldamento globale” (ammesso che tale riscaldamento sia effettivo sulla base di centinaia o forse migliaia di anni e non sulla base di alcune stagioni o di alcuni mega-seminari per gettare panico e fare soldi…) o è ignorante o sta in malafede o è un imbecille. E’ inutile dire altro. A Paolo Granzotto e a tutti coloro che la pensano come lui, tutta la mia consapevole solidarietà e il mio affetto. Agli altri: pace e bene, ma non rompeteci più i c…!
August 21, 2009 at 8:00 pm |
Eurippo, tra ignoranti ci si appoggia. Lei me lo conferma. Lei non ha mai visto nessun dato scientifico sul riscaldamento globale, le risulta difficile ragionare e si affida alle parola di un Granzotto qualunque. Se lei e Granzotto non faceste parte dello stesso ambiente in cui vivo, mi rallegrerei della vostra ignoranza, che faciliterebbe non poco il lavoro della selezione naturale. Putroppo, per ora, di pianeta ce n’e’ uno solo.
Imbecille sara’ lei, e non nel senso di imbelle. E’ inutile dire altro. E non mi rompa piu’ i coglioni con i suoi inutili commenti da bar.
August 21, 2009 at 8:04 pm |
@Enrico
A lei, altra mente sopraffina, che non sa neppure la grammatica italiana (“ma queste cose le dice ha me”) – puo’ sapere benissimo cosa pensava Indro di Santoro e Travaglio, ma chissa’ perche’ mi fido piu’ della voce di Indro che del suo “saper benissimo”.
“In quanto alla scienza, ma a lei, il premio Nobel, quando lo daranno? Sono in trepida attesa.”
Non ci vuole un premio Nobel per capire dei dati: Basta leggere! E’ lei che difetta assai, non io che eccello. Lei e Eurippo siete un ottimo campionario di lettori del Giornale. Continuate a scriverci!
August 23, 2009 at 12:05 am |
Certo che “Il” “Giornale” non solo ha i lettori che si merita come voi due, ma anche il direttore che si merita. Da Voglioscendere.it :
Scrive Littorio Feltri nell’editoriale d’esordio sul Giornale che è tornato a dirigere dopo averlo lasciato nel dicembre del 1997: “Con il cuore, non me n’ero mai andato”. Uahahahahahah. Feltri se ne andò 12 anni fa dopo che il Cavaliere aveva definito “incidente gravissimo” il suo articolo di prima pagina in cui chiedeva scusa a Di Pietro per averlo calunniato per due anni con le fandonie su inesistenti tangenti di D’Adamo e Pacini Battaglia: “Caro Di Pietro, ti stimavo e non ho cambiato idea”. Seguivano due paginoni in cui il Giornale di Feltri si rimangiava quei due anni di campagne antidipietriste: “Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”, “Di Pietro è immacolato”, “dei famigerati miliardi di Pacini” non ha visto una lira, dunque la campagna del Giornale era tutta una “bufala”, una “ciofeca”, una “smarronata” perché la famosa “provvista” da 5 miliardi non è mai esistita. Insomma Feltri confessava di aver raccontato per ben due anni un sacco di balle ai suoi lettori. E lo faceva proprio alla vigilia delle elezioni suppletive nel collegio del Mugello, dove Di Pietro era candidato al Senato per il centrosinistra contro Giuliano Ferrara e Sandro Curzi. In cambio di quella ritrattazione e di un risarcimento di 700 milioni di lire, l’ex pm ritirò le querele sporte contro il Giornale, tutte vinte in partenza. Furente Ferrara, furente Berlusconi. Così Feltri, spintaneamente, se ne andò. Non a nascondersi, come gli sarebbe capitato in qualunque altro paese del mondo. Ma a dirigere altri giornali: il Borghese, il Quotidiano nazionale di Andrea Riffeser (sei mesi prima aveva dichiarato all’Ansa: “Per carità! Conosco Riffeser da una vita e ogni volta che ci vediamo mi dice ‘Sarebbe bello se tu venissi con noi’, ma tutto finisce lì. Non sto trattando con nessuno. Ma tanto so già che nessuno ci crederà, comunque è così”).
Mentre usciva dal Giornale, Littorio sparò a palle incatenate contro i fratelli Berlusconi: “Provo un certo fastidio: per la causa comune mi sono esposto (alla transazione con Di Pietro, ndr), poi gli altri si sono ritirati e io sono rimasto con la mia faccina e tutti ci hanno sputato sopra. La cosa non ha fatto per niente piacere. Così si rompe un rapporto di fiducia… Mi sono trovato da solo e ho le ferite addosso e il morale a terra” (Ansa,10 novembre 1997). E il Cavaliere gli diede del bugiardo: “Feltri ha detto ultimamente qualche piccola bugia, però è ampiamente scusato” (Ansa, 7 dicembre 1997).
Feltri ora ricorda la sua prima esperienza (dal 1994 al ’97) di direttore del Giornale, “ereditato da Indro Montanelli” e si appella ai “lettori che già furono miei e di Montanelli prima che cedesse a corteggiamenti progressisti”. Uahahahahahah. In realtà Montanelli non cedette ad alcun corteggiamento progressista: rimase l’uomo libero che era sempre stato. E Feltri non ereditò un bel niente: semplicemente prese il suo posto (dopo averlo a lungo negato) quando Berlusconi mise in condizione Montanelli di andarsene perché “non volevo trasformarmi in una trombetta di Forza Italia” né Il Giornale che aveva fondato “nell’organo di Forza Italia”, come il Cavaliere pretendeva e come Feltri voluttuosamente accettò di fare. Montanelli, lungi dal ritenere Feltri il suo erede, lo disprezzava profondamente. Infatti il 12 aprile 1995 dichiarò al Corriere della sera: “Il Giornale di Feltri confesso che non lo guardo nemmeno, per non avere dispiaceri. Mi sento come un padre che ha un figlio drogato e preferisce non vedere. Comunque, non è la formula ad avere successo, è la posizione: Feltri asseconda il peggio della borghesia italiana. Sfido che trova i clienti!”.
Ma il meglio Littorio lo dà quando racconta che ora “Il Giornale mi si è offerto garantendomi la libertà della quale ho bisogno per lavorare”, perché lui sarebbe “insofferente a qualsiasi ordine di scuderia, disciplina, inquadramento ideologico”, e poi “questo non è mai stato un foglio di partito e il Pdl si illude se pensa lo possa diventare. La famiglia Berlusconi e gli altri azionisti da me si aspettano molto tranne una cosa: che trasformi Il Giornale in un megafono di Berlusconi. Non sarei in grado. Mi manca la stoffa del cortigiano”. Uahahahahahah. Prima di lasciare Il Giornale nel 1997, Feltri chiese provocatoriamente a Berlusconi di venderglielo: “Ho fatto una proposta organica per l’acquisto del Giornale perchè non sono disposto a fare un quotidiano di partito. Se la famiglia Berlusconi la accetterà, bene, altrimenti potrei pensare di lasciare. Rimarrei solo a condizione di poter fare un giornale indipendente e non, come qualcuno evidentemente sperava, l’organo di Forza Italia o del Polo, di cui non mi frega niente. Se un deputato di Forza Italia come Roberto Tortoli chiede le mie dimissioni e nessuno lo smentisce, vuol dire che non è il solo a pensare che Il Giornale debba essere il quotidiano di Forza Italia. Sono stato costretto a questo passo dopo le ultime vicende che hanno umiliato la redazione e rischiano di far sentire al lettore l’esistenza di un cordone ombelicale che lega Il Giornale a Forza Italia. Io invece voglio fare un quotidiano indipendente e lo dimostrerò, quando ne avrò occasione, anche in modo clamoroso” (Ansa, 14 novembre 1997).
Oggi, nella fretta, Feltri dimentica di spiegare come mai a richiamarlo al Giornale sia stato un signore che non possiede nemmeno un’azione del Giornale, cioè il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scavalcando l’editore, il fratello Paolo, informato come al solito a cose fatte. Se l’è lasciato sfuggire, come se fosse un dettaglio insignificante, lo stesso Littorio l’altra sera nella rassegna di regime di Cortina Incontra: “Il 30 giugno scorso ho incontrato Silvio Berlusconi. Ogni volta che lo vedevo mi chiedeva: ‘Ma quand’è che torna al Giornale?’. E io: ‘Sto bene dove sono’. Ma quel giorno entrò subito nei dettagli, fece proposte concrete e alla fine mi ha convinto”. Materiale interessante per le Authority che dovrebbero vigilare sui conflitto d’interessi, se non fossimo in Italia.
L’ultima parte dell’editoriale feltriano è una grandinata di insulti a Gianni Agnelli (possibile “furfante”, “vero peccatore”) per le ultime rivelazioni sui fondi neri in Svizzera. Una prova di coraggio da vero cuor di leone, visto che l’Avvocato è morto da tempo. Per la verità, che la Fiat e la famiglia Agnelli avessero montagne di soldi all’estero era già emerso nel processo intentato dai giudici di Torino ai vertici Fiat a metà degli anni 90, concluso con la condanna definitiva dell’allora presidente Cesare Romiti per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. Ma all’epoca Agnelli era vivo e potente, dunque Feltri e il Giornale difendevano a spada tratta casa Agnelli e attaccavano i giudici che osavano processarla.
Visto che Il Giornale non è l’organo di Forza Italia né, men che meno, il megafono di Berlusconi, Littorio Feltri sul Giornale difende appassionatamente Papi dalle inchieste del gruppo Repubblica-Espresso. Che strano. Nel ’97, lasciando Il Giornale, lo stesso Feltri si profondeva in salamelecchi verso il gruppo Repubblica Espresso e il suo editore Carlo De Benedetti: “Non ho mai litigato con nessuno, tantomeno con De Benedetti, che ho sempre stimato e di cui credo di potermi definire da sempre amico. Quando si sposò, fummo l’unico giornale italiano a pubblicare la sua foto con signora. Ho ottimi rapporti anche… con Carlo Caracciolo e Eugenio Scalfari” (Ansa, 13 novembre 1997). Come passa il tempo.
La chiusa dell’editoriale di oggi è un capolavoro: “I neopuritani laici – scrive Feltri – non muovono un dito per deplorare quanto sta avvenendo sul fronte fiscale” a proposito dei presunti fondi neri di Agnelli in barba al fisco. Invece – aggiunge – “se un simile sospetto gravasse sulla testa di Berlusconi, i giornali non si occuperebbero d’altro”, anche perché “i soldi sottratti al fisco sono un danno allo Stato, ai cittadini che sono costretti a versare puntualmente denaro all’Agenzia delle Entrate”. Uahahahahahah. Il fatto è che un simile sospetto grava eccome sulla testa di Berlusconi, rinviato a giudizio dinanzi al Tribunale di Milano per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita per svariate centinaia di milioni di euro nascosti nei paradisi fiscali. Processo sospeso dal lodo Al Fano. Perché Littorio Feltri, questo campione della libertà di stampa “insofferente a qualsiasi ordine di scuderia, disciplina, inquadramento ideologico”, questo pezzo d’uomo a cui “manca la stoffa del cortigiano” non se ne occupa con una bella inchiesta sul suo Giornale libero e bello? Uahahahahahah.
Mosca tzé tzé
Marco Travaglio
da Antefatto.it
August 25, 2009 at 11:15 am |
Certo è, una che trascrive un pezzo, così,lungo, greve, bilioso, ed alla fine stupido e stantio, inframmezzato, tra l’altro, da versacci e ululati degni di un “ritardato cerebrale”. Beh, non so cosa dirle e risponderle… faccia lei, qualsiasi cosa negativa va bene!
P.s: già i dati, i famosi dati, le regole matematiche, le equazioni algebriche, la profezia Maya, per la quale nel 2012 ecc. ecc.! E’ da questi risultati che sappiamo (sapremo?) che fine ci aspetta!
September 11, 2009 at 10:59 am |
granzotto è un ….., una bufala, uno squadrista, è arrivato a pubblicare un tale articolo pieno di fregnacce, me.da e assurdità, solo per giustificare, anzi esaltare da buon servo, il suo padrone berlusca per quanto riguarda il protocollo di kyoto a fine articolo. la puglia E’ già un deserto, e l’ILVA non migliora la situazione. Auguro sinceramente a Gran….zotto di farsi un bell’aerosol di diossina pugliese o salernitana, e poi riscrivere un articolo del genere dalla sua stanza del reparto di oncologia.
September 20, 2009 at 5:08 pm |
Si dovrebbe solo vergognare. Imbecille!
September 11, 2009 at 12:36 pm |
Enrico, se lei mischia DATI SCIENTIFICI con cazzute previsioni dei MAYA (!!!), allora non c’e’ proprio possibilita’ di colloquio. Ognuno si informa come vuole. Io le ripeto: vada a leggersi qualcosa qui:
http://www.ipcc.ch/
se vuole sapere quali sono i dati, e non le fregnacce alla Granzotto, dietro al problema dell’ innalzamento delle temperature.
September 11, 2009 at 12:37 pm |
Quello che dice Lamas e’ responsabilita’ sua. Non voglio certo finire come byoblu con la polizia a sequestrargli il post. Quindi, caro lamas, scusa se ho tolto qualche parolaccia dal tuo commento, ma non ho proprio voglia di avere casini col governo squadrista che si ritrova l’ italietta del 2009.
September 19, 2009 at 6:01 pm |
Guardi gentile Lorana, che il posto di Byoblu è vivo e vegeto e lotta con voi. Meno male; pensavo che si ripetesse quel che successe in Germania nel 1933, quando i nazisti bruciarono tutti i libri contrari al nazionalsocialismo. Certo che l’avete (l’abbiamo) scampata bella!
September 12, 2009 at 1:30 am |
vabè leccac… potevi lasciarlo
September 12, 2009 at 8:53 am |
probabilmente hai ragione… ma non si sa mai
September 15, 2009 at 11:06 am |
Dunque; per gli ambientalisti sono e saranno le proiezioni matematiche ( i famosi DATI ) che ci diranno, quale fine farà la nostra beneamata Terra.
Il Dato più conclamato ( per dirne uno ) è il surriscaldamento del nostro pianeta, cioè, in concreto fra “tot” anni i poli si scioglieranno e, ahinoi, i continenti, o buona parte di loro, verranno sommersi, con tutte le tragedie che seguiranno. Posso, una battuta? Io, per esempio, non potrò più trascorrere le ferie a Finale Ligure… mamma mia! Ho, però un dubbio, ( scusate, ma io sono pieno di dubbi e perciò ignorante ), se; il surriscaldamento scioglierà i poli aumentando di conseguenza il livello delle acque ( come abbiamo detto ), sarebbe altrettanto vero l’aumento della evaporazione, sempre per colpa o per merito del surriscaldamento, per cui, i due Dati si pareggerebbero, oh no!
In quanto alla profezia Maya, cavoli, sulla RAI ci hanno fatto un programma, tre mesi orsono, nel quale ci spiegarono per filo e per segno, ciò che i matematici d’allora, giunsero alla conclusione: cioè, nell’anno di grazia 2012 il nostro pianeta finirà la propria esistenza… come, e in che mese succederà non lo hanno spiegato. Cosa vogliamo farci i Dati matematici, quelli sono!
In quanto agli insulti, alle parolacce ed al governo squadrista, che infarcite le Vostre lettere, beh, siete veramente patetici. Scusi Lorana!
September 19, 2009 at 6:08 pm |
L’uomo intelligente sceglie le fonti delle sue informazioni. L’uomo stupido se le fa scegliere.
http://en.wikipedia.org/wiki/2012_phenomenon
E non vedo perche’ dovrei scusarmi
September 20, 2009 at 9:57 am |
Lei sarà donna intelligentissima e “saputella” con annessa puzza al naso, ma non risponde a dei semplici quesiti, preferisce le frasi fatte. In quanto alle scuse, forse non ha capito, sono io che che mi scuso, non lei. La profezia Maya; Sig.ra Lorana lei è presa talmente da sè stessa da non capire nemmeno l’evidente ironia che c’era nel mio scritto. Mah!
November 5, 2009 at 3:04 pm |
Salvo che qui da noi, l’isteria ambientalista comincia a essere criticata e sfottuta dalla grande stampa internazionale. Le Monde, che è “autorevole” per antonomasia una settimana fa si chiedeva in prima pagina che fine avesse fatto il riscaldamento globale. Domanda più che legittima visto che nel mondo seguita a far freddo e di conseguenza, stando agli scrupolosi rilevamenti, mai s’era sciolto così poco ghiaccio sul pianeta (lo scioglimento dei ghiacciai e dei poli è uno dei cavalli di battaglia dei catastrofisti). Anche il Daily Mail (“autorevole” va da sè) faceva notare che lo scorso anno nell’Europa continentale cominciò a nevicare in ottobre, che negli Stati Uniti s’erano registrate le temperature più basse degli ultimi cinquant’anni e che in Canada non si gelava cosi dal 1928. perfino la Bbc(“autorevolissima”) è scesa in campo rivelando agli esterrefatti ascoltatori che dati scien-ti-fi-ci alla mano negli ultimi undici anni le temperature non sono aumentate nemmeno di una frazione di grado. per distinguersi, il Times, sulla cui autorevolezza non si discute, così almeno pare, ha chiamato in causa una vecchia gloria britannica, James Cook. A conferma della insussistenza di un global warming, dai diari del celebre esploratore e cartografo emerge che a fine Settecento le temperature rilevate in estate nei mari artici non erano più rigide di quelle registrate alla fine del Novecento. Com’era prevedibile, il rinsavimento della grande stampa sta mettendo in imbarazzo i catastrofisti e facendo saltare i nervi al loro guru, quell’Al Gore che s’era inventato la storia degli orsi che annegano perchè al Polo Nord non c’è più solido ghiaccio sul quale posare le zampe. Ho letto di un giornalista che avendogli chiesto ragione dei nove importanti errori (in pratica delle nove gigantesche balle) individuate dalla magistratura inglese nel suo film “Una scomoda verità”, è stato abbrancato dai guardaspalle del guru e portato via di peso dalla sala ove si teneva la conferenza stampa. E pensare che a quel arrogante babbeo hanno pure dato il Nobel per la pace (che comunque, dopo quello assegnato a Obama, vale sì e no il riconoscimento d’una bocciofila per il buon esito di una “raffa”).