Bravo Beppe Grillo che ha rimesso in gioco il problema della cittadinanza ai figli “italiani” degli immigrati, che in altre nazione “invase”, come ricorda Sartori, fanno molti piu’ danni che opere di bene, specie le seconde/terze generazioni che non si sono proprio preoccupate di integrarsi.
Pero’ il concetto di cittadinanza a tempo di Sartori ha un grosso problema, in Italia come in Svizzera.
In Italia la giustizia e la polizia dovrebbero funzionare per potere acchiappare e spedire a casa chi si comporta contro la legge.
In Svizzera fuzionano anche troppo e il razzismo contro l’immigrato e la sua progenie permea la maggioranza della societa’ … e cosi’ probabilmente in ogni nazione.
Infine: chi stabilisce la gravita’ e la responsabilita’ dell’atto illegale compiuto dall’immigrato italianizzato per il quale scatta l’espulsione?
Terza via Sartori, meritocratica in teoria, ardua in realta’. L’immigrato e la sua famiglia devono gia’ affrontare tanti problemi dati dalla popolazione autoctona, ci manca la spada di Damocle dell’espulsione automatica! Per non parlare del problema dei nuclei famigliari spaccati dalle responsabilita’ di singoli.
No, preferisco la via loranablog : una cittadinanza permanente ma meritata.
PS notare che ora siamo tutti a parlare di una questione secondaria mentre l’economia va a fondo …






















